Al via il ciclo di incontri dell'Accademia Nazionale di Agricoltura

Si parlerà di castanicoltura come utile strumento di controllo ambientale e sviluppo economico dei territori montani. Il primo appuntamento è mercoledì 14 febbraio 2024 a Bologna ma è possibile seguirlo anche online.

I disastrosi avvenimenti alluvionali in Emilia Romagna e Toscana hanno posto l'accento sulla necessità di salvaguardare le zone montane e pedemontane dell'Appennino, fondamentali per la gestione del dissesto idrogeologico che colpisce l'Italia, e bisognose di un organico programma di rivalutazione ambientale, sociale ed economica, per riavviare il processo di ripartenza di queste aree abbandonate dall'uomo. Proprio per questo l'Accademia Nazionale di Agricoltura organizza un ciclo di tre incontri (dal 28 febbraio al 14 marzo 2024) per evidenziare come la castanicoltura possa essere un valido strumento di aiuto per l'ambiente e l'economia delle aree montane.

 

L'intera filiera castanicola sarà analizzata approfonditamente prendendo in considerazione aspetti diversi come le patologie vegetali, le possibilità di sviluppo per i vivai, le ancora poco conosciute capacità produttive dei castagni e i numeri del mercato della castanicoltura in Italia e in Emilia Romagna.

 

La conoscenza della castanicoltura sarà così al centro del ciclo organizzato dall'Accademia Nazionale di Agricoltura, nell'ambito della collaborazione con la Fondazione Carisbo, per l'organizzazione di attività scientifiche e divulgative del Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale del castagneto didattico sperimentale di Granaglione.


Il primo incontro si tiene, mercoledì 14 febbraio 2024 dalle 16:00 alle 18:00, presso la sede del Cubiculum Artistarum di Palazzo dell'Archiginnasio a Bologna, e tratterà le tematiche del mal dell'inchiostro del castagno e lo sviluppo di strumenti per la certificazione vivaistica con il professor Sergio Murolo, Politecnico delle Marche, e il professor Luca Dondini, Università di Bologna.

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